TORNA ALL'ELENCO

 

 

AGORAFOBIA

 

A.        Ansia relativa all'essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un Attacco di Panico inaspettato o sensibile alla situazione, o di sintomi tipo panico. I timori agorafobici riguardano tipicamente situazioni caratteristiche che includono l'essere fuori casa da soli; l'essere in mezzo alla folla o in coda; l'essere su un ponte e il viaggiare in autobus, treno o automobile.

B.        Le situazioni vengono evitate (per es., gli spostamenti vengono ridotti), oppure sopportate con molto disagio o con l'ansia di avere un Attacco di Panico o sintomi tipo panico, o viene richiesta la presenza di un compagno.

Se l'evitamento è limitato a una o solo a poche situazioni specifiche vedere Fobia Specifica.

Se l'evitamento è limitato alle situazioni sociali vedere Fobia Sociale

 

 

FOBIA SPECIFICA

 

A.        Paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall'attesa di un oggetto o situazione specifici (per es., volare, altezze, animali, ricevere un'iniezione, vedere il sangue).

B.        L'esposizione allo stimolo fobico quasi invariabilmente provoca una risposta ansiosa immediata, che può prendere forma di Attacco di Panico situazionale o sensibile alla situazione.

C.        La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole.

D.        La situazione fobica viene evitata oppure sopportata con intensa ansia o disagio.

E.         Evitamento, ansia anticipatoria e il disagio nella situazione temuta interferiscono in modo significativo con la normale routine della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o le relazioni sociali, oppure è presente disagio marcato per il fatto di avere la fobia.

F.        Ansia, Attacchi di Panico ed evitamento fobico associati con l'oggetto o situazione specifici non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale

 

 

 

 

FOBIA SOCIALE

A.        Paura marcata e persistente di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle quali la persona è esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri. L'individuo teme di agire (o di mostrare sintomi di ansia) in modo umiliante o imbarazzante.

B.        L'esposizione alla situazione temuta quasi invariabilmente provoca l'ansia, che può assumere le caratteristiche di un Attacco di Panico causato dalla situazione o sensibile alla situazione.

C.        La persona riconosce la paura  come eccessiva o irragionevole.

D.        Le situazioni temute sociali o prestazionali sono evitate o sopportate con intensa ansia o disagio.

E.         Evitamento, ansia anticipatoria e disagio nella/e situazione/i sociale o prestazionale interferiscono significativamente con le abitudini normali della persona, con il funzionamento lavorativo (scolastico) o con le attività o relazioni sociali, oppure è presente marcato disagio per il fatto di avere la fobia.

F.        La paura o l'evitamento non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o condizione medica generale, e non è meglio giustificato da un altro disturbo mentale.

 

 

 

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

 

A.        Ossessioni o compulsioni.

Ossessioni come definite da:

         pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi o inappropriati, e che causano ansia o disagio marcati

         i pensieri, gli impulsi, o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale

         la persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni

         la persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessivi sono un prodotto della propria mente (e non imposti dall'esterno come nell'inserzione del pensiero).

Compulsioni come definite da:

        comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani, riordinare, controllare), o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un'ossessione, o secondo regole che devono essere applicate rigidamente

         i comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio, o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi.

B.        In qualche momento nel corso del disturbo la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le compulsioni sono eccessive o irragionevoli.

C.        Le ossessioni o compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di 1 ora al giorno), o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o relazioni sociali usuali.

D.        Se è presente un altro disturbo mentale, il contenuto delle ossessioni o delle compulsioni non viene limitato ad esso

E.         Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza  o condizione medica generale.

 

 

 

DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS

 

A.        La persona viene esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:

  1.          la persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all'integrità fisica propria o di altri

  2.         la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti  di impotenza o di orrore

B.        L'evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o        più) dei seguenti modi:

  1.          ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell'evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni.
     

  2.          sogni spiacevoli ricorrenti dell'evento.
     

  3.         agire o sentire come se l'evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l'esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione).
     

  4.          disagio psicologico intenso all'esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico
     

  5.         reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico.

C.        Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:

  1.       sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
     

  2.      sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del
         trauma
     

  3.      incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
     

  4.      riduzione marcata dell'interesse o della partecipazione ad attività
         significative
     

  5. sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
     

  6. affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore)
     

  7.       sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli, o una normale durata della vita).

D.        Sintomi persistenti di aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:

        difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno

         irritabilità o scoppi di collera

         difficoltà a concentrarsi

         ipervigilanza

         esagerate risposte di allarme.

E.         La durata del disturbo: superiore a 1 mese.

F.         Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

 

 

 

 

 

 

 

DISTURBI D'ANSIA

Sintomatologia descritta dal DSM IV